Scoprirsi o meglio svelarsi.

SCOPRIRSI, Mariella Crocellà
Edizioni Albatros

Quando un tumore attacca il seno, mina la parte di noi donne che è collegata a tante sfere: personali, relazionali, materne.

In questo libro, prezioso, intitolato “Scoprirsi“, scritto da Mariella Crocellà, giornalista Rai, si narra la storia di Andrea, una donna che vede, a causa di un tumore al seno, asportarsi un pezzo del suo corpo.

Tutto verrà riavvolto come una pellicola, la sua vita, gli incontri, il suo amore, la sua anima.

Giungere ad una esperienza di questo tipo, ti permette, di vivere una grande opportunità, quello della ri-nascita, della nascita, comunque sia, di una nuova Te.

Un’amputazione, l’urgenza che porta dentro di te, il fare conti con il tuo corpo, lo spazio intorno a te, l’amore, la sensualità, la diversità.

Una attenzione questa, che negli ultimi anni ha portato diverse donne a raccontare, raccontarsi. Profondamente. Nella disperazione, nella gioia, nell’attesa, di ciò che sarà ed è.

I diversi momenti del percorso, assumono odori ed emozioni diverse, meravigliosamente scritte da Mariella.

“Ora non mi nascondo più, quando la paura si manifesta. Penso che dovrò abituarmi a conviverci. Ma ci sono anche momenti in cui la dimenticanza di quello che è accaduto inghiotte l’assillo del dubbio e si affaccia persino una fuggevole euforia nel constatare che sono sopravvissuta. Basta costringersi al qui e ora.”

Un racconto che è necessario, leggerlo, percepire la potenze delle parole e delle emozioni citate, come docce fredde, come docce ghiacciate.

Segnalo, in concomitanza, un evento che si terrà a Forlì, venerdì 22 febbraio, per parlare e ascoltare donne che hanno attraversato questo cammino e sono sopravvissute, con le loro cicatrici, che sono il simbolo della ferita, ma anche della guarigione.

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La Chiave.

Da qualche tempo mi dedico alla collezione di carte.

Il mazzo che ha creato Paolo Da Rolt mi ha richiamata. Ha colpito il mio quarto chakra, quello del cuore.

Sintonia, frequenze, livelli di coscienza.

Sono dentro il cammino, sono dentro alle frequenze, ho necessità di conoscere non solo la mia me di questa vita, ma anche le memorie delle mie vite precedenti. C’è chi parla di Registri Akashici, c’è chi parla di Chakras, c’è chi parla di Aura, per dare immagine e luogo di ciò che prima di noi è stato, e ci compone.

Navigare attraverso le carte, le Chiavette, che Paolo Da Rolt utilizza come strumento di indagine, ci permette di entrare in connessione con ciò che la nostra anima ha raccolto, viaggiando.

I chakras 1,2,3 sono il Corpo, sono individuali, sono Noi.

I chakras superiori 4,5,6 sono l’Anima, sono in rete, sono trans-personali.

Le informazioni che sono nei corpi sottili sono in rete, l’Anima è collegata a tutti le altre anime, alla terra, agli angeli.

CORPO_ANIMA_SPIRITO.

Un trittico meraviglioso. Attraverso la Chiave si aiutano le persone ad essere sintonizzate sulle frequenze basse del Corpo, ma anche alte, dell’Anima.

Simultaneità. Aiutare il corpo a ricordare qualcosa di più dell’Anima. Esercizio non semplice, le Chiavette di aiuteranno a fare ciò.

Un bellissimo viaggio quello che ci permette di fare Paolo Da Rolt. Comprendere ciò che ci circonda e che siamo.

Io sono d’oro.

Sono donna. Ho da più di vent’anni relazioni sentimentali all’attivo e sento il bisogno di ritrovarmi nella pagine di un libro, di una metaforica pacca sulla spalla.

E’ un periodo in cui mi sto interrogando sul mio cammino, sto cercando di manifestarmi, di vivere secondo il mio sentire. Difficile, ma eccitante.

Gabriele Policardo, facilitatore in  costellazioni familiari, fondatore delle Biocostellazioni, mette su carta una serie di riflessioni su ciò che è il rapporto con il femminile/materno, e sulla centralità e risoluzione di esso, nelle relazioni amorose, tutto questo è contenuto nella pubblicazione “Io sono d’oro”, edita da Spazio Interiore.

C’è un segreto sull’amore tra esseri umani che è comunemente ignorato: riceverlo è molto più spaventoso e minaccioso che darlo. E ancora: non possiamo dare quel che non possiamo ricevere. Proprio come la terra è abbondante per via della sua abilità a ricevere e assorbire (luce dal sole e pioggia dal cielo), così noi possiamo solo donare amore in abbondanza se siamo capaci di riceverlo, annaffiarlo ed essere nutriti da esso.

JOHN WELWOOD

Amare non  è un atto sterile, vuol dire essere cambiati e cambiare. E’ vibrante, tocca, non sfiora, incide, trapassa; più siamo ripuliti da ciò che tiene la nostra energia bassa e la nostra anima in blocco, maggiormente riceviamo ciò che per natura l’esperienza della vita ci permette di provare: l’amore.

Il pieno e/o il vuoto che la figura materna, ha lasciato su di noi, sarà metro di cammino nel sentimento amoroso. E’ necessaria una dieta dell’anima, eliminare le zavorre, i pesi che rallentano il passo e bloccano l’evoluzione, non spronano il coraggio, la gioia, la condivisione.

Una passeggiata tra le pagine, a tratti faticosa, che porta ad abbracciare la propria pienezza, a ringraziare il proprio cammino e le persone, gli eventi che si sono presentati e che rendono la nostra voglia di essere consapevoli, più forte e motivata giorno dopo giorno.

Riconoscere alla madre, il significato di vita. Continuare a dare questo senso e valore alla sua sensazione di lei in noi.

“Cara mamma, grazie. Prendo tutto da te a prezzo pieno. Avrò cura della vita che mi hai donato e se mi è concesso, la offrirò a mia volta. In onore tuo sarò più felice. Più abbondante. Più realizzata. Più serena.”

Poi, riconoscere il nostro Io e amare, liberamente.

I miei primi 40 anni. Due chiacchiere con Pamela Druckerman.

pamela

Pamela Druckerman è una giornalista freelance, classe ’70.

Ironica, americana, trapiantata a Parigi. Ha fatto della sua origine e della sua terra di accoglienza, materia di studio per ciò che riguarda l’educazione dei figli e non solo.

Una donna sempre al passo con la sua anima che cerca di cavalcare l’onda con tutto quello che la vita le riserva, compresi grossi cambiamenti e grandi sfide.

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