Stanca delle parole urlate

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Sono stanca. Stanca delle finte telefonate.

Stanca che la gente non inizi a guardarsi dentro e a migliorare.

Stanca che nel 2016, siamo ancora qui a fare giochi di potere psicologico.

Avere il diritto alla vita, vissuta nel miglior modo possibile, smettendo di essere piolo di una scala più grande di te.

Ti alzi la mattina e la voce che senti è la tua, che ti augura BuonGiorno. Tua la voce che ti tiene su, che cerca di battere su quella famosa spalla per farti attraversare le avversità. Tu e solo tu.

Scelte, come la mia, che si fanno per non dimenticarsi a se stessi, che si fanno per evitare di cadere dentro strutture sociali e psicologiche ingiuste. Figlie di retaggi, legate al passato e che non credo sia giusto continuino ad essere alimentare tuttora.

Capita anche a voi, di sentire il peso. Il peso di ciò che le nostre spalle hanno deciso di non accettare più ? mi sono trasferita altrove anche per questo.

Sola in una città che non è la tua, che senti nei limiti e nelle bellezze. Chi è della tua famiglia, si chiede come stai  veramente ? cosa vuol dire vivere altrove ?

E poi squilla il telefono e assisti all’ennesimo sfogo di vita, di quella vita che fa parte di te, che ti ha generato, ma che senti distante. Parole urlate, insoddisfazioni e repressioni. E tu ? Lì che ascolti e che pensi a quei decibel che stanno facendo stridere ogni centimetro dei tuoi nervi.

Sarei stanca di questi modi, di queste prepotenze che il prossimo si prende.

Stanca di dover usare un tono alto di voce che non corrisponde a me.

Stanca che le mie spalle, non possano vivere, di bellezza e coscienza.

Vorrei poter avere la facoltà di trasformare con una bacchetta magica, le parole in note e il telefono in una teiera.

Vi va un thè con me ?

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4 pensieri su “Stanca delle parole urlate

  1. Ti confesso che questo post mi ha fatto provare una estrema sensazione di empatia e sincera condivisione. Le tue parole, digitate con pacatezza (non ho dubbi), per dar voce a queste emozioni contrarie alla sopraffazione altrui, mi toccano nel profondo. E lì, in quell’angolo dell’anima in cui accantono parole urlate, sorge speranzosa la solidarietà per chi vive, sente e prova questo tipo di disagio. Sentirsi attaccate con parole urlate, vuote, prive di contenuto. Ché non costruiscono. Tutt’al più demoliscono. Ti porgo un abbraccio appena sussurrato.
    Francesca

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    • Grazie Francesca per il tuo outing, a volte qui si ha paura di buttare parole nell’etere e di aver bisogno di doverle urlare per farsi che qualcuno provi la voglia di confrontarsi con il prossimo. Il tuo abbraccio sussurrato appena, lo accetto volentieri e lo ricambio. Giorgia

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