Sei. Zero. Uno.

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1 libreria di Bruxelles: Piola Libri.

1 autore: Isaia Iannaccone.

8 partecipanti al corso di scrittura creativa.

1 editore: Ker éditions.

Il gioco è fatto.

Dei racconti che ne sono usciti ne parlerò a breve sullo spazio online.

L’antologia che li racchiude, ha il nome “Sei Zero Uno“, qui i ragazzi hanno dato una loro interpretazione a una serie di numeri, che altro non sono che l’ora di incontro post-lavorativa presso la libreria, per seguire il corso di scrittura.

1 ragazza ho conosciuto, tramite Skype: Cecilia Fracassa.

Il primo impatto è di imbarazzo, non sappiamo chi siamo, ci ha messo in contatto un’amica comune di Ravenna. Cecilia abita a Bruxelles da diversi anni e lavora nella Onlus di  Medici Senza Frontiere. Una grande passione da sempre: la scrittura.

Impariamo a familiarizzare con lei attraverso questa conversazione.

Che cosa è un idioma per te ?

E’ l’unico modo che hanno gli esseri umani per trasmettere le proprie emozioni e riceverne dagli altri. E’ una porta d’entrata ed uscita, è l’unica via per attenuare la solitudine. Ma è anche un’identità comune legata a un luogo. Il luogo è fisso, le persone cambiano e la arricchiscono, è un essere mutante.

Cuore e parole sono collegati ? i libri che hai amato

Parole e cuore non sempre sono collegati. E’ anche per quello che leggiamo, per trovare qualcuno che sia riuscito a farlo al posto nostro. A volte proviamo a collegare cuore e parole scrivendo, ma non sempre ci riusciamo. E le parole ed i cuori dei lettori e degli scrittori possono essere piu’ o meno collegati, ma ognuno interpreta un libro a modo suo.

Ho amato molti libri in età diverse, è molto difficile per me sceglierne solo alcuni.

Per me ci sono i classici, per immergersi in scenari e sentimenti di altri tempi, il grande romanzo dell’800: da Madame Bovary di Flaubert a Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, la letteratura russa dell’epoca (Dostoevskij, Tolstoj).

Poi il novecento: F. Scott Fitzerald, Hemingway, Sartre, Simone de Beauvoir, Camus, Bukowski, Kundera, Pasolini, Gadda e moltissimi altri, impossibile citarli tutti.

Ma questi sono patrimonio universale e non penso che sia appropriato che me ne approprii, nemmeno per un attimo.

Se invece devo parlare a scelta di alcuni tra i libri e autori che ho sentito particolarmente “miei”: “Il Giovane Holden di Salinger, per quel suo sguardo diverso su tutto; Erri de Luca – “Montedidio”, perché è una poesia dolcissima; “L’Amore ai tempi del Colera“, è una favola commovente e divertente, talmente ben scritta che ci si augura che sia vera. Nella mia adolescenza ho amato al delicatezza di Banana Yoshimoto, nei miei vent’anni ho amato la “gioventu’ cannibale” di Ammaniti, Nove, Santacroce, nei miei trent’anni il surrealismo psicologico di Amélie Nothomb e il cinismo romantico di Frédéric Beigbeder.

Hai delle parole che ami particolarmente ?

Amo molto gli avverbi. Ancora. Forse. Credo che abbiano una funzionalità variabile in intesità: possono dare una sfumatura al discorso, oppure possono stravolgerne il senso.

Associazione odori libri : per ogni profumo indicata mi puoi associare un libro ? ( dolce, speziato, legnoso, pulito, fruttato, agrumato)

Dolce: Rosa candida, Auður Ava Ólafsdóttir, il candore della neve d’Islanda, il miracolo di una nuova vita che nasce e il profumo delle rose bulgare.

Speziato: Gabriella, garofano e cannella di Jorge Amado, una favola calda e sensuale.

Legnoso: Il peso della farfalla di Erri De Luca, l’odore della montagna, la tenacia e la solutidine.

Pulito: Io e Te di Niccolo’ Ammaniti, pulito come l’amore fraterno.

Fruttato: Bevete cacao Van Houten! – Ornela Vorpsi, dei racconti fruttati, a volte acidi e a volte dolci, sicuramente esotici

Agrumato: L’albergo delle donne tristi – Marcela Serrano, l’agrodolce della nostalgia

Vivi a Bruxelles, cosa hai fatto tuo, di questa città ? è importante appartenere a un luogo ?

In questa città ho fatto mie molte cose e le amo tutte: l’odore della pioggia, le strade lucide, le lingue parlate per strada, sempre diverse. Ma molto di più: i suoi bistrot sempre pieni d’inverno e vuoti d’estate, perché tutti sono seduti fuori, ai tavolini che i camerieri imbandiscono non appena vedono spuntare un raggio di sole.  Qui tutti hanno capito che non c’è tempo di pensare: quando il sole spunta, bisogna uscire! E poi la sua architettura, l’Art Déco che ha regalato a ogni edificio una sua unicità: nessun portone è uguale ad un altro a Bruxelles, si potrebbe perdere un’intera giornata a passeggiare e a osservarne i particolari, senza annoiarsi. E’ importante appartenere a un luogo per la propria identità, anche se temporaneo, per poi perdersi e trovare nuovi luoghi di appartenza, leggendo o viaggiando.

Cosa ami nei paesaggi ? e nelle persone ?

Nei paesaggi amo il sole e i profili definiti.

Nelle persone invece le sfumutare di luce e d’ombra.

 Se dovessi diventare una lettrice ad alta voce per chi vorresti leggere ?

Per bambini e per persone anziane, per fare immaginare ai primi e ricordare ai secondi l’éta adulta.

Libreria Piola cosa rappresenta ?

Un’isola italiana a Bruxelles, uno spazio dedicato alla cultura e all’incontro.

In che lingua leggi i libri ?

In italiano e in francese.

Se dovessi pensare ad una nuova forma di condivisione libresca, considerando la tua professione legata a Medici senza frontiere, come pensi che introdurresti in qualche progetto l’elemento libro o lettura ? credi possa essere utile ?

Si, personalmente penso che possa essere utile in varie forme. Sia in progetti educativi per diffondere messaggi di salute pubblica (igiene, profilassi, ecc.) sul posto ma anche sotto forma di educazione a distanza, sia come momento di socialità nei campi profughi, per restituire loro la dignità.

In realtà esistono già dei progetti all’avanguardia in questo campo, ad esempio Ideas Box: http://www.ideas-box.org/index.php/en/, che permette di installare una vera e propria biblioteca in posti isolati (che abbiano almeno un generatore di corrente), grazie anche a dispositivi che permettono il trasporto di una biblioteca e ludoteca informatica, con utilizzo di tablette.

Bellissimo incontro che mi ha portato ad aprire il libro per conoscerla come scrittrice.

Vi lascio con un po’ di curiosità.

Grazie Cecilia.

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