L’odio non ha bisogno della logica, cara Ilse Weber.

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Come risarcimento ho l’amore di mio marito e dei miei bambini, e questo è pur sempre qualcosa

Ilse Weber: una madre che ci racconta della sua anima in tempo di deportazione, una madre che ha il cuore sanguinante.

Come ci si sente quando la mattina apri gli occhi e ti rendi conto che il terreno sotto i tuoi piedi non è più stabile ? che occorre fare scelte che non vorresti ? che vedi tutto tingersi di tinte che non riesci a definire e che oscurano la tua visione ?

Ilse, donna, moglie, artista, musicista, emanava gioia di vivere, il suo desiderio di aiutare era al di sopra della norma, per trapassare e andare incontro al destino che l’attendeva, ha fatto molto di più, non si è limitata a dare amore alla propria cerchia di affetti,  attraverso i suoi canti ha rincuorato l’intera comunità ebraica di Theresienstadt, il suo liuto era miele per le orecchie della povera gente, che vedeva strapparsi quotidianamente dalle mani una casa, una persona cara, un mondo che fino a quel momento lo aveva identificato e avvolto.

Cara Lilian e Ilse,

sono qui, come donna del Ventunesimo secolo; mi ritrovo a leggere del vostro spirito, del vostro amore di amiche, del vostro supporto. Sogni, speranze, progetti, letture che hanno il sapore del corso della vita e della semplice felicità. 

Un forte sentire legato alla Patria: 

Sento sempre quanto profondamente sono radicata qui, contrariamente a tutto quello che si dice, che non ne facciamo parte. Mamma ha persino nostalgia della nostra casa di famiglia, pur avendo vissuto tante amarezze e difficoltà. Ha appena pianto di nostalgia.

Un treno fischia in lontananza,

passi pesanti che lasciano 

coperte calde,

coperte che sono state capanna per 

i propri figli.

Strisciano i piedi,

strisciano su un suolo che è melma.

Essere presenti a sé stessi,

tenere la schiena ben dritta.

Un violino lontano, un liuto

un canto 

un canto che culla,

che è identità 

è vivere il dolore

è buttarlo fuori.

Eiapopeia, dormite bambini

Cuori che gocciolano

che fanno bacinelle 

da conservare,

da guardare dall’alto, 

che descrivono la mappa della mattanza.

Eiapopeia, dormite bambini

Un dormire che non è più risveglio

Eiapopeia, dormite bambini

Un suggerimento, appena aperte le porte dell’inferno

“Ilse prendi i bambini, sedetevi a terra,

iniziate a cantare,

il gas entrerà più velocemente”

Eiapopeia, dormite bambini

Una morte che porta con sè la vita,

una vita che continua

e che permette

di risentire sotto pelle

le voci, i passi, i capelli mossi dal vento

caduti al suolo, rasati.

Eiapopeia, dormite bambini.

 

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