Bambini nel Tempo: ferita e rinascita

bambini

C’è una mano di bambino. E c’è un filo sottile ma resistente. E c’è il telaio di legno flessibile. E c’è una stoffa fissata al telaio, tinta di rosso e con un cerchietto bianco ricamato al centro.

E c’è il vento.

Piccoli spermatozoi che attraversano la copertina rosso-sangue di “Bambini nel Tempo” scritto dalla penna magistrale di Ricardo Menéndez Salmòn.

Il rosso è energia e passione. Stimola l’energia istintiva, la sopravvivenza.

Essere coi piedi per terra, trovare le proprie radici. Compiere grandi svolte.

Ecco questo libro è all’insegna di questo colore, diventa una metafora, diventa un mantra.

Un suono da rileggere, una fiaba da ascoltare, raccontata ad alta voce.

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A morir con la parola amore sulle labbra

charlotte

Una biografia che ho dovuto centellinare, il grido di Charlotte Brontë è il mio.

Quando il dolore si presenta presto nella vita, la vita piena è ciò che l’anima ricerca. Boccate di passione, di amore. Una tensione continua verso emozioni che si ripercuotono nelle carni. Desiderio di farsi trasportare in dimensioni dove il nero è meno nero.

Necessità di far scendere quelle lacrime che creano maree dentro di te. Un continuo navigare. Un continuo porto da raggiungere, seduta in una stanza che diventa il mondo.

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