Canzone triestina. Nel cuore di due donne.

murolo

Tutto stava cambiando, pensò, cambiava Trieste, cambiava la Storia che si era finalmente scossa dal suo criminale torpore. Lo stesso torpore di chi, come lei, aveva girato la testa dall’altra parte, di chi non aveva guardato che alle proprie piccole vicende, ignorando la catastrofe che come una lava mortifera aveva coperto le città e le anime: aveva lasciato Alina a morire da sola, Alina che aveva rischiato la vita per aiutarla.

A volte un dettaglio può aprire non solo un ricordo, ma anche un dolore. Lancinante e indimenticabile.

Chi la guerra l’ha vissuta veramente, e ne è sopravvissuto, avrà oggetti che se posti di fronte allo sguardo, urleranno alla sua anima.

Alina e Berta.

Due donne legate dalla vita. E dalla stessa, condotte su strade differenti. Una festa, e tutto ritorna vivo. Il torpore le scuote e il passato è presente e lacrime.

Un braccio

tatuato da numeri,

una donna

che è ventre

in terra straniera.

Suoni comuni

alle loro orecchie

spari di pistole

e lingua secca

del comando.

Nettar el sparghet,

cior le scovazze,

‘ndrio man e 

lustrar le lastre.

Trieste libera,

l’impensabile umanità,

nelle strade

coloro che ne sono usciti vivi

dalla grande guerra;

due donne

due punti nella piazza

un filo che le unisce

chi sono ? 

quando si sono strette la mano ?

Nettar el sparghet,

cior le scovazze,

‘ndrio man e 

lustrar le lastre.

Un lavorio per la memoria

che cerca di far buon esercizio di verità:

donne destinate al parto

o a sopravvivere

perchè ebree,

uomini che si  impongono 

su di esse

per la loro incapacità di amare

o di proteggerle.

Nettar el sparghet,

cior le scovazze,

‘ndrio man e 

lustrar le lastre.

Sogni, illusioni

e spari.

Sempre la stessa fiaba.

Sempre il desiderio eterno.

Nettar el sparghet,

cior le scovazze,

‘ndrio man e 

lustrar le lastre.

Un libro – testimonianza. Un racconto da tenere con sé. Ada Murolo, sembra sentire l’esigenza di espellere la tossina che ha corroso il sogno di molti. Che cerca ancora chi ne possa parlare per sentire lo stridore che emettono le voci di allora. Ruggine e stagno.

Si può tornare indietro, Ada Murolo, Astoria Edizioni (2016)

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