Leros, settembre 2016. Ho fatto il punto.

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Alex Majoli, Leros-Bric-à-Brac

Corpi depositati ovunque, anche in pertugi impraticabili ai più.

Corpi nudi che vagano tra pietre chiare. Ogni essere umano ha un mondo che non viene fatto parlare. Ogni mondo rimane a vagare nell’aria, con il suo linguaggio.

Simona Vinci ci regala un bellissimo cammino. Quando nella propria infanzia si vivono esperienze forti emotivamente, che determinano la natura e il destino, si diventa legge di attrazione per ciò che ha illuminato e marchiato i nostri piccoli passi.

Depressione, stati emozionali alterati, grandi moti d’animo. Leggi istituzionali e nomi di Ministri. La storia di un paese passa anche dalla geografia umana: i “mattucchini”, i matti.

Persone che ci permettono di vedere il giorno con occhi diversi, che ci abituano che il piccolo mondo antico non è quello unico. La prima verità non esiste, esistiamo nei nostri corpi e nel nostro sentiero urbano.

Se solo lo capissimo. Se solo ritornassimo a non giudicare, a vivere il presente senza altri agganci temporali.

Il mare non lo vediamo c’è un’isola davanti.

Ci spingono con il calcio del fucile

ci spostano da uno stanzone all’altro

siamo grosse scatole piene

ma a nessuno interessa cosa c’è dentro

le finestre sono tagli nel cemento,

troppo alte per guardare fuori.

La sera chiudono tutti i lucchetti,

spengono le luci.

Si sente il rumore dell’acqua sui sassi.

Qualcuno grida.

Le pietre, l’erba, le nuvole

sono cose che si dimenticano.

Quando arriva la sera e il viola profondo che trema,

noi impariamo di nuovo,

e anche se dentro un filo spinato

è la vita che accade.

 

Vorrei, mossa da una musica, disegnare nell’aria il mio linguaggio, la mia parola che non è espressa, nella mia nudità. La mia storia è la mia essenza.

Questo il filo che ci unisce, il racconto inesauribile e affascinante della Terra. Occhi, nasi, bocche e orecchie che riescono a percepire molto di più di ciò che diamo. Il nostro viaggio lo possiamo cercare partendo dal nostro terroir*. Unico hummus per sostentare e gonfiare le nostre radici.

Grazie a chi non perde mai il filo o se lo ha fatto, cerca di recuperare e di condividere la sua storia, unica testimonianza possibile.

La prima verità, Simona Vinci, Einaudi 2016

*terroir

sostantivo maschile

  1. In enologia, il rapporto che lega un vitigno al microclima e alle caratteristiche minerali del suolo in cui è coltivato; determina il carattere e l’unicità del vino che viene prodotto.

 

Buon viaggio

Giorgia

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