Santa Mazie. The woman who legitimized poverty.

 

mazie
Ph. Voglio Scrivere di Te

Diario di Mazie, 26 febbario 1933

Un altro corpo nel gelo delle ore piccole. Ho cercato di risvegliarlo. Ma la pelle ha gelato anche la mia. Ho pensato: ecco, abbiamo lo stesso colore, siamo blu ambedue, ma poi ho capito che lui era più blu di quanto io lo sarò fra tanto tempo

Cosa succede quando la tua persona viene scambiata per un caleidoscopio ? che la tua personalità assume significati diversi in base alla relazione che tu hai con chi ti conosce e in base alle conoscenze che queste hanno del mondo che ti circonda.

Mazie Phillips, cresce in una New York primi ‘900, una ragazza trapiantata dalla sua famiglia d’origine con la sorella, che deve molto a chi si prende cura di loro.

Il suo mondo: un botteghino di un cinema, ore e ore china, alzando il tono di voce per essere ascoltata sulle caotiche vie di New York. Una sigaretta e un seno che viene donato alla vista dei clienti.

Una donna esistita realmente, che nel periodo della Grande Depressione, era un personaggio del Lower East Side di Manhattan, una storia che ha affascinato Jami Attenberg, che l’ha portata ad aver voglia di conoscere le persone che sono gravitate intorno a lei. Come era, la sua storia, cosa ha sacrificato, cosa ha voluto tenere solo per il suo cuore.

Un amore vissuto per la maggior parte della sua vita, ma mai convolato a nozze.

Dolori, gioie poche. E la guerra che incombe, la povertà.

Mazie, Queen of the New York Bowery, 1946.
Mazie, la regina di New York

 

Una sceneggiatura ideale per Woody Allen, un intercalarsi di voci e personaggi, sullo sfondo di una New York di altri tempi. Musica Jazz come colonna sonora e l’ironia tipica degli ebrei.

Quello che rimane sono le voci, voci di chi vuol vivere un fantasma. Ciò che rimane è la fascinazione che Jami Attenberg, prova per Mazie Phillips.

Mazie, Mazie, chissà quanti uomini avranno pronunciato questo nome prima del piacere, chissà quante volte la sua coscienza le avrà ricordato di non fidarsi degli uomini in divisa, che vanno e vengono, che le hanno instillato il seme della vita e che lei ha dovuto estirpare.

Rosie non capisce cosa vuol dire amare le strade. Non vede le pietre del selciato luccicare alla luce della luna, sa solo chiedersi perché l’amministrazione non collochi un altro lampione. Non vede le prostitute che cercano di dire paroline dolci ai clienti, che si guadagnano ogni monetina che ricevono, lavorando duramente come tutti noi. Vede solo il male. Non vede le suore e i cinesi e i marinai e i baristi – tutto il mondo pieno di persone tanto diverse. Vede un taxi passare a tutta velocità e pensa: perché tanta fretta? E io penso: dove sarà la festa? Questo vorrei dirle! C’è una festa.

Quando la tua vita è ciò che rappresenti, è difficile essere.

Una donna che è stata per molti un faro, una donna che ha creato intorno a sé una leggenda, un’attenzione che ha posto l’autrice nei confronti di un essere umano così compassionevole da avere energia e altruismo anche per lei. Le storie nascono da ciò che vorremmo essere, forse. Per poco o molto tempo.

Le storie ci tengono vivi, oltre il nostro corpo.

Un cuore bum bum che batte per voi

un cuore bum bum che soffre il freddo con voi

occhi che vedono a scacchi

cuore che tace una vita che è piaga

il mio popola, la mia gente

il cammino eterno che ci sostiene

essere Mazie, la grande regina per tutti

essere un corpo che ciondola sui tacchi

attendendo il miracolo

bum bum bum

Santa Mazie, Jami Attenberg, Giuntina, 2016.

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2 pensieri su “Santa Mazie. The woman who legitimized poverty.

    • Credo che il grande Woody Allen che io apprezzo maggiormente e che vedo più indicato per Santa Mazie è quello delle origini. Mi è capitato di andare ultimamente al cinema per vedere Cafè Society sua ultima fatica: glam, dal pallido vigore alleniano. Poi credo che sia meraviglioso che ognuno di noi viva la lettura, il cinema, l’arte nel modo più personale possibile.

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