Una nuova famiglia, chiamata editoria indipendente.

Il 31 dicembre 2015 davo vita a VOGLIO SCRIVERE DI TE.

Un anno dove la costanza, a volte, è venuta  a mancare. Dove senti la pressione della responsabilità tutta sulle tue spalle. Le parole che leggi, le parole che scrivi hanno un peso, e anche se, il rapporto con là fuori, sembra inesistente, si continua nella speranza che ci siano voci e orecchie in grado di ascoltare e di rispondere.

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Questione di morte. La memoria di Old Jack.

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Ph. Voglio Scrivere di Te

 

Mi ha sempre affascinato quella distanza dal mondo che le anime si prendono nell’ultimo tratto della loro vita.

La consapevolezza che il percorso è giunto al termine, porta gli esseri umani a dare il commiato secondo il loro sentire. Si inizia a guardare il mondo da lontano, come se non si facesse effettivamente più parte di esso.

Come sarà la vita dopo di me ? Cosa lascio sulla terra ? Cosa non riuscirò più a vivere ?

Una miriade di sentimenti frastornano il cuore e la mente.

Jack Beechum è prossimo alla morte, Jack Beechum sa che se ne dovrà andare, Jack Beechum ricorda, alterna momenti di realtà con flashbacks della sua vita.

Jack Beechum si prepara al grande salto, forse !

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Ciò che ami sei (Rumi). Quando il Natale o meglio l’inverno lo confermano

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In questo periodo dell’anno, dopo il giorno più corto di luce appena passato, i miei pensieri vagano e si raccolgono per permettermi di vedere quale è stato il mio cammino.

Un anno di cambiamento, un anno dove la mia frenesia si è trasformata in meditazione e bisogno di attesa. Il mio punto di forza si è solidificato, ho abbassato il livello di entusiasmo, nella sua potenza ma non nella sua intenzione.

Ogni giorno mi ritrovo a guardare fuori dalla vetrina del negozio dove lavoro, e vedo volti che sostano ad ammirare ciò che per la maggior parte non è permesso: gli occhi, in questo periodo storico, vivono di sogni più che mai.

E mi ritornano alle mente quelle scene di film in bianco e nero, dove vedevi volti spiaccicati totalmente alle vetrine di Natale, con fare voglioso e impossibile.

Cosa veramente è necessario più che mai ? Ricordarsi che ciò che amiamo, siamo. Un profumo, un libro, un abito, tutto quello che nasce dal profondo e sappiamo essere fonte per noi, ci determina. Gratificarsi, concedersi sé stessi, sembra essere diventato oggi, una chimera.

Questo inverno, voglio che porti con sé il buon proposito di concedersi sé stessi nel 2017, con forza e prepotenza, con la stessa moneta che ci viene richiesta dall’esterno, privandoci della nostra bellezza.

Una visita ad un museo, un piccolo viaggio, un ottimo piatto cucinato con passione, amore e innovazione. Regaliamoci noi stessi. Preserviamoci da questa uccisione di massa.

Aggrappiamoci ai pensieri che ci portano a riflettere, andiamo in profondità, creiamo la nostra quarta dimensione, portiamo il cuore, l’anima, lo spirito ai piedi, ai polmoni, alle mani, ossigeniamoci di bello e giusto per noi.

Inni alla vita, potranno salire al cielo, e il cielo ci ripagherà.

Buon essere !

Giorgia

Come nuvole. Attraversando il giorno.

nuvole

Ci sono giorni che non partono bene.

O meglio ci sono giorni che partono, forse diversamente da come ci si aspetterebbe.

Ci sono nuvole di vari c0l0ri che si aggrappano ai pensieri e rendono la nostra anima cromaticamente vulnerabile.

Ci sono giorni in cui, i ricordi, le nostalgie e le amarezze ci conducono in terre che abbiamo volontariamente abbandonato o dimenticato.

Ci sono libri che ci aiutano a vivere questi momenti, come ponti. Ci permettono di leggere questi istanti che potrebbero gravare su di noi con maggiore intensità, dando forma e sostanza alla malinconia.

Prestare attenzione ai segnali, interni ed esterni. Saltare da una dimensione ad un’altra a volte è questione di un attimo.

Basta accettare l’inesorabile natura del tutto scorre, basta vivere le emozioni della malinconia o della tristezza come necessarie a fortificare il senso di gioia e riconoscenza.

Nuvole, piccoli cristalli di ghiaccio, sospese nell’atmosfera.

Un’idrometeora, il cui nome di greca origine significa ύδωρ (hýdor, acqua) e metéoros (in cielo).

Acqua in cielo per far galleggiare i nostri pensieri, e una volta raccolti in una forma circoscritta possono trasformarsi in pioggia e via, portare con sé ciò che ha gravato sul nostro cuore.

Diventiamo amici delle nuvole, sono così essenziali. Insegnano l’arte del tutto scorre. Insegnano ad amare l’inverno, dai toni grigi e profondi.

Nuvola di Alice Brière Haquet , illustrazioni di Monica Barengo, Kite Edizioni

Buon inverno !!!
Giorgia