Un libro bianco. Il Pastore d’Islanda.

Ora voleva solo riposare. Aveva solo bisogno di solitudine, di riposo , per ritrovare le proprie forze e prepararsi alla solitudine completa, anche dentro di sé. L’Avvento … Com’era già lontana l’ultima domenica.

pastore

Un uomo che crede nei rituali. Una terra ostile. La compagnia di alcuni animali.

Scalare le montagne, sotto le tormente di neve, portare in salvo le pecore smarrite.

Tutto questo prima del Natale. Tutto questo per compiere la propria meditazione. Dare voce alla propria interiorità. Raccogliersi.

Ci sono numeri

che sono magici

ci sono numeri

che fan tremare la pelle.

C’è il tempo che scorre

e i rituali portano con sè

la nostra abitudine ed età 

al  mondo.

Ci sono pecore che aspettano un gregge

ci sono pecore che aspettano un pastore

ci sono uomini che amano prendersi

cura degli indifesi.

Ci sono numeri

che sono magici

ci sono numeri

che fan tremare la pelle.

C’è la neve, che

veste di bianco

c’è la neve che

cancella le tracce

c’è una voce che grida sempre più 

forte

di dare ordine alla natura

di sapere che tutti sono al caldo.

Ci sono numeri

che sono magici

ci sono numeri

che fan tremare la pelle.

Ci sono terre che 

non hanno pietà,

ci sono terre che non aspettano 

la venuta del Signore

ci sono terre che 

annientano.

Ci sono numeri

che sono magici

ci sono numeri

che fan tremare la pelle.

Ci sono uomini con un cuore

d’oro,

ci sono uomini che conoscono 

i diversi linguaggi del mondo,

ci sono uomini che 

si arrendono alla sopravvivenza.

Ci sono numeri

che sono magici

ci sono numeri

che fan tremare la pelle.

Ci sono parole

che raccontano del Natale,

ci sono parole e terre

che ci portano dentro il

clima gelido e sospeso

del Natale.

Ci sono parole, 

che sono luce e fiamma

tra la neve bianca.

Ci sono numeri

che sono magici

ci sono numeri

che fan tremare la pelle.

Sentire dentro di voi il freddo che blocca il pensiero, sentirete dentro di voi il senso di volontà e salvezza, sentirete dentro di voi cosa serve per prepararsi alla venuta dell’Illuminazione, è necessario esserci, è necessario capire cosa la Luce può portare al nostro sentiero, capire cosa noi possiamo fare per camminarle al fianco.

Ci sono storie che servono a questo, che sono piccoli fari che aiutano ad accogliere la grande Luce.

Una candela solitaria è quasi come una persona, un’anima abbandonata al dubbio, che inaspettatamente si trasforma quando qualcuno si avvicina, quando non è più sola. Così anche quella candela. Come i tre uomini entrarono dalla porta, lei non fu più sola ed abbandonata, a un tratto aveva un servizio da rendere, un compito da assolvere.

Buon Avvento

Giorgia

 

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