La passione secondo Matteo. Zardi versus Bach.

passione

Ci sono umane vite che hanno la sacralità di certe opere classiche. Ci sono vite che hanno bisogno di avere come sottofondo note solenni per sottolineare ciò che di enorme la vita gli ha riservato.

“La Passione secondo Matteo” di Paolo Zardi, narra questo.

Con la magistrale capacità che contraddistingue gli scrittori dotati di cotanto titolo, Paolo Zardi ci inietta dentro la sofferenza che caratterizza qualsiasi passione.

passione
pas·sió·ne/
sostantivo femminile 
dal latino passio “soffrire”
Questo libro non è una via crucis, ma una lenta somministrazione di dosi letali. Gli elementi per farci sentire parti attive della storia ci sono tutti: un padre, un figlio e una figlia, avuti da due donne differenti.
Amore negato, vite tracciate dal veleno delle proprie radici, un fiele dolore, ruoli che non rispettano il canonico senso di responsabilità ed ecco. Il gioco è fatto.
Ognuno di noi, ha vissuto l’infelicità a modo suo, tra le mura domestiche.
Questa lettura è andata dritta dentro le mie.
Arrivata a quarant’anni ciò che mi sento di dover lasciare andare è proprio tutto il fardello, il dolore che ha teso i miei nervi, che mi ha irrigidita verso la vita e l’amore.
Mi ha allontanata dalla mia spontaneità e mi ha resa conforme.
Un mancato senso di responsabilità dalla parte giusta, paterna o materna che sia, sposta l’ago della bilancia nella direzione sbagliata. Costringe chi c’è dopo, a dover subire il grande peso.
Ho sempre pensato che questa pienezza debba avere un senso. Che prima o poi la vita mi permetterà di poter guardare chi ha cercato di vivere in leggerezza, con uno sguardo più sicuro e meno intimorito dalla vita.
Fratellanze, differenze, mancanze, ci sono istanti che rappresentano il punto di svolta.
Ci sono sentimenti ed eventi che pompano la nostra vita come se fossero una dose salvifica, destinata a rimettere in circolo ciò che sembrava stagnante fino a qualche minuto prima.
Tre voci. Tre personaggi il cui autore è ben noto. Che si incontrano, dopo non essersi vissuti, per affrontare l’evento più importante della vita. Evento che richiede tutto il coraggio, l’amore e la forza che a volte neanche una vita intera passata insieme può solidificare.
Io dopo la lettura ho ascoltato l’opera di Bach, più volte citata.
Ora la lascio a voi e … concedetevi che l’orchestra compia la sua sinfonia sulla vostra pelle, che le voci accarezzino le corde della passione.
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