Etty. Quando un nome è già umanità

rue
Ph. Voglio Scrivere di Te

Una casa editrice, RueBallu, che ci regala piccoli gioielli.

Un tema, quello dei campi di concentramento, che rischia di cadere nel banale e nel già detto, nel giro di poco.

In “Siamo partiti cantando. Etty Hillesum, un treno, undici canzoni“, tutto questo manca: non solo offre un testo coinvolgente e misurato, ma anche illustrazioni degne di immergerci in un’iconografia dal sapore retrò, utilizzando colori moderni, freddi scelti da Vittoria Facchini.

Nella baracca di Westerbork provavo le stesse emozioni. Avevo portato con me il mio quaderno, e più scrivevo, più capivo che a quelle parole scritte potevo aggrapparmi come rami di un albero. A volte erano parole forti e solide, che mi sorreggevano per giorni: non perdevo mai la presa. A volte erano fragili e sottili, ospitavano pensieri e preghiere, leggeri leggeri come farfalle.

In poco più di 100 pagine, Matteo Corradini, ci catapulta dentro il mondo di Etty: donna, ebrea, ragazza, bambina, dentro di sé la sua storia e quella del suo popolo. Dentro di sé, la voglia di affrontare il nuovo giorno con un canto diverso.

Offrire ai suoi vicini di pelle, un ricordo di appartenenza e unione.

Il canto, il canto come respiro che abbandona i corpi per raggiungere l’aria, quell’aria che avrà avuto un odore in contrasto con le note, le strofe e i versi.

Una variazione: Lei, Etty.

E le sue mani, la sua storia.

Ciò che cercava di creare, attraverso le mani, lo sguardo era un alfabeto che potesse contenere quel momento nel cuore di coloro che non avrebbero visto il domani.

Alberi, rami, gambe, radici, volti sono la stessa cosa. Hanno la stessa linfa vitale. Hanno un gentil pulsare che li ha resi presenti nel mondo.

E allora lasciar scie sonore, tracce di passaggio nel vento.

E non solo cenere.

Qui nessuno ha più una casa. Le nostre case ad Amsterdam sono state prese, derubate, abbattute. Così ognuno di noi è diventato una casa ambulante, e ognuno ha cercato di portarsi dentro tutto, di tenersi dentro ogni cosa che potesse servire: un po’ di coraggio, di felicità, di ricordi belli.

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