A gambe aperte aspettando Eva. Ops … Alessandro.

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Se c’è una parte del corpo che mi si è contorta continuamente durante la lettura di “ La madre di Eva” , quella è proprio la pancia.

Si è indurita, ha sussultato, è diventata casa per il respiro profondo. Mi ha fatto male e continua farmene ogni volta che ci penso e apro una pagina del libro.

Questa fisicità raramente mi capita, ma posso dire di aver vissuto il racconto come la madre di Eva. Attraverso un parto.Continua a leggere…

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Tempo di bilanci. Tempo di libri. E di Cristina Caboni.

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E’ dicembre. Si chiude nuovamente un anno. Si iniziano a fare un po’ di bilanci e si scopre che a quarant’anni suonati si ha ancora voglia di sognare, di vedersi proiettati in una realtà diversa da quella che si vive quotidianamente.

Quando ho modo di placare la mia testa mi chiedo: ma sei veramente intenzionata a cambiare vita ?

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