Tempo di bilanci. Tempo di libri. E di Cristina Caboni.

caboni

E’ dicembre. Si chiude nuovamente un anno. Si iniziano a fare un po’ di bilanci e si scopre che a quarant’anni suonati si ha ancora voglia di sognare, di vedersi proiettati in una realtà diversa da quella che si vive quotidianamente.

Quando ho modo di placare la mia testa mi chiedo: ma sei veramente intenzionata a cambiare vita ?

Se ciclicamente mi ritrovo ad avere questi periodi di riflessione e ho voglia di cambiare la mia routine evidentemente un fondo di verità in questa vocina c’è. Credo.

Cristina Caboni con il suo ultimo romanzo, mi ha di nuovo messo in discussione. Ha contribuito ad incasinarmi le idee ancora una volta.

La rilegatrice di storie perdute” parla di libri, di passioni, di passato e presente. Di  un futuro che si costruisce nel mezzo della storia narrata e di una trasformazione: una donna che abbandona il vecchio per riscoprire sé stessa. Insomma una bella radiografia che non so se sentirmi appiccicata addosso oppure no.

Sofia – Clarice (le protagoniste) mi hanno parlato e mi hanno suggerito di essere autentica con me stessa e con le mie passioni. Con la mia vera natura.
Forse sarà stata anche l’autrice stessa a suggerirmi questo, quando l’ho vista entrare nel mio piccolo mondo profumato a Cesena.

Un mese fa era qui per la presentazione del romanzo e le libraie mi hanno fatto un regalo incredibile, hanno condotto Cristina Caboni nel mio regno, una donna che scrive di libri, profumi, alberi, fiori non può che attirare la mia curiosità. Parla di me.

E ho espresso il desiderio di conoscerla.

Lineamenti morbidi, un bel sorriso e un ex libris nascosto nella borsa, questa la meravigliosa sensazione che porto con me.

Leggendo il libro non solo mi sono trovata, ho cercato di percepire anche la scrittrice, l’ammaliatrice di api. Tutte le voci mi hanno parlato, tutte le donne del romanzo e non solo.

Lasciare andare per vivere ciò che non si conosce. Ciò che può far vibrare ancora la fiammella dentro di me.

Ho recepito il messaggio Cristina. Ti ascolto.

Mi serviranno le ali. Le vostre ali per raggiungermi nel 2018.

Grazie.

 

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