Vite vulnerabili. Come la mia.

Le-nostre-vite-vulnerabili-raccontate-da-Pablo-Simonetti
Credits: Blog Lindau

Ho finito di leggere questa raccolta di racconti una settimana fa.

Ho voluto attendere, per capire se qualcosa si era sedimentano dentro.

Ad oggi la risposta  non è solo positiva, ma la poetica di Pablo Simonetti è tra quelle che più mi appassionano in questo mio presente viaggio letterario.

vulnerabilità
vul·ne·ra·bi·li·tà/
sostantivo femminile
  1. Predisposizione a essere facilmente attaccato, offeso.

C’è un momento, quello specifico, che sa essere colto da chi ha uno sguardo attento nei confronti delle fragilità, che lascia mostrare la vulnerabilità di noi umani, fragili corpi e anime che viviamo di piccole fratture, ferite.

Pablo Simonetti è in grado di cogliere tutto ciò e di restituircelo in chiave poetica e quotidiana, nei suoi racconti.

Un ballo disperato, una paura che deve essere sconfitta che ha il volto di una sorella morta troppo presto, tutto è attenzione per l’individuo, per la sua interiorità.

Ci insegna uno dei più grandi psichiatri italiani, Eugenio Borgna, che “la fragilità è – come grazia”, ci permette di vedere la ragione come passione, seguendo il viaggio della vulnerabilità, dandoci gli strumenti per comprenderne la bellezza e l’inesorabile convivenza alla quale siamo destinati.

Pablo Simonetti ci regala sotto forma di scrittura, questo stupore.

Sensibilità, delicatezza, gentilezza, dignità.

Sensazioni ritrovabili tutte tra le pagine di “Vite vulnerabili”, ogni atto viene interpretato come espressione di una fragilità, ha la sua necessità di essere, per scoprire “altri da noi”.

“Solo nel silenzio si possono ascoltare voci segrete, voci che giungono da un altrove misterioso, voci dell’anima che sgorgano dalla più profonda interiorità, e che portano con sé nel nostro mondo, e nell’autre monde del dolore e dell’angoscia, della malattia e della follia, risonanze emozionali palpitanti di vita”,  (E. Borgna, La fragilità che è in noi, p. 17).

 

 

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