Mapocho. Storia del nostro fiume.

mapocho

C’è un fiume, il cui nome è Mapocho.

C’è un fiume, che come ogni fiume ci insegna a prenderci cura delle nostre radici.

Ci insegna a lasciar andare, è un guardiano. Possiamo affidargli le nostre lacrime e farci accompagnare dal suo flusso.

I corsi d’acqua che attraversano le città, sono testimoni di vita e di morte. Chi si abitua a convivere con essi, non si può concepire una città senza.

La cultura cilena di cui ci parla Nona Fernàndez fa i conti con i simboli, il fiume Mapocho diventa una persona, una presenza che è in grado di avere lo stesso valore delle vite umane.

E lentamente o violentemente l’acqua trasporta il nostro passato, lo porta a galla. Fastidioso, insidioso, personale e necessario. Una danza, quella tra le acque e l’anima.

Vitale.

Una lettura che compromette il corpo. Un libro che ci porta a guardare la nostra vita con altri occhi, ci insegna a farci cullare dall’acqua, o a farci travolgere. Un esercizio di resistenza al dolore, immersi nella natura, imparando da essa.

 

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