Brava Bambina ? No, grazie.

Ricordo ancora che da piccola, ho fatto di tutto per non essere una brava bambina: dato morsi, picchiato le mie coetanee, cacciata dall’asilo di stampo cattolico, cantato “Bella Ciao” a squarciagola quando forse il senso del testo non era la mia priorità, ma il motivetto mi faceva stare bene.

Tutto ciò, è stata la mia fortuna.

Poi il tempo passa e il confronto con le Altre, la società, si fa calzante, le acque si mischiano e ti ritrovi a sentire dentro te una nuova Io che si piazza lì, per spalmarsi sulla quotidianità e farti sentire in una zona di conforto.

Forse la parte più autentica di te è rimasta sulla riva del tuo fiume e ti guarda, e vivi in questa fase di intorpidimento per un po’ fino a quando, qualcosa, una voce, qualcuno, un evento, il tuo grillo parlante, ti fa smuovere da quella posizione privilegiata e senza scuciture. E’ giunta l’ora di sentire ancora la scossa della bambina che non è mai stata brava, o almeno ci ha provato.

Leggendo “Liberati della brava bambina“, ho compreso appieno e con gioia, i modelli del femminile che condizionano noi donne, in diverse fasi della vita, che ci portano ad imboccare la via sicura del “conformismo” e rimuovere, reprimere la voce autentica, che si è formata in quella infanzia, bella o brutta che sia stata, che ha fatto di noi gli adulti che potremmo essere.

Maura Gancitano e Andrea Colamedici, con il loro sguardo filosofico, hanno saputo, nella loro dualità, raccontarci di 8 donne che sono diventate un modello del mondo femminile (Medea, Malefica, Era, Daenerys, Morgana, Malefica, Difred, Elena, Dina). Dentro ognuna di noi, è presente il Problema senza Nome, dentro ognuna di noi alberga l’ombra di una o più di queste donne.

Gli Indiani d’America, hanno la grande saggezza di farti vedere il mondo con distanza; ogni volo d’uccello, ogni direzione ha un significato, solo se riusciamo a piazzarci fuori dall’emotività possiamo avere una visione altra, così se ci mettiamo un po’ fuori dai nostri confini corporei saremo in grado di misurare la nostra temperatura femminile, e decidere se fare dell’infezione un alleato o un nemico.

Consiglio a chi si ama, a chi va oltre il genere, di leggere questo prezioso lavoro; che venga regalato senza ritegno, invece di quelle enciclopedie composte da donne coraggiose che aiutano a prendere sonno, a dare la buonanotte.

Il coraggio non è un analgesico, è essenza, è sintomo puro e vivo.

Pulsante.