Un pensato sul sessismo

Non sono sessista, ma … Lorenzo Gasparrini – Tlon Edizioni

Non sono una poco di buono.

Non sono una che con il corpo può comprare tutto.

Non sono quella che è pessima alla guida.

Non sono il sesso debole.

Slogan, che ci permettono di gridare chi non vogliamo essere.

Slogan, che non dovrebbero essere in negativo, ma aiutarci a dichiarare chi siamo, indipendentemente da TUTTO.

Ho desiderato avvicinarmi al testo di Lorenzo Gasparrini per sensibilità.

Non che la questione mi sia saltata agli occhi solo ora, ma in questo tempo storico, ci si scrive sopra queste tematiche. Ora, più che mai, si sente la necessità di lasciare traccia, di parlare di genere, di libertà di essere, ora si urla con il megafono.

Forse non ancora quello giusto, mi verrebbe da dire.

“La lingua parlata da una comunità è uno specchio della realtà in cui si vive”, se questa dichiarazione la si da per vera ( e io la vivo come tale ), porre attenzione a ciò che ci viene detto quotidianamente, e a come ci rivolgiamo all’altro, diventa più che mai una forma di consapevolezza e di attivismo, che si attua nel proprio vissuto.

Quante volte pensiamo e agiamo per preconcetti, attraverso pregiudizi ?

Uomo, donna.

Nero, bianco.

Giusto, sbagliato.

Rosa, azzurro.

Questo sistema binario coinvolge tutta la nostra forma mentis, continuamente, ossessivamente in alcuni casi.

E’ proprio così ?

Cresciamo in un ambiente, in una cultura che sono già pregne di credenze, assimiliamo modi di parlare, senza fare caso veramente a ciò che stiamo comunicando all’altro/a, a quale è la nostra visione delle cose.

Lorenzo Gasparrini, attento al suono del mondo, ci aiuta, attraverso questo libro ad ascoltare il concerto, le note, la potenza del tempo di questa scia rumorosa che a tratti può diventare melodia, a tratti un insieme cacofonico che atterra l’animo umano e alimenta un falso modo di concepire la realtà.

Pagine ricche di esempi, links a libri, articoli, episodi eclatanti per giungere ad un’unica grande verità: quello che viviamo non è frutto dei nostri ormoni, ma di come veniamo educati, di che visione abbiamo del mondo, e delle relazioni, tutti elementi questi, culturali e non biologici.

Diventa quindi, la lettura di “Nono sono sessista, ma … ” un esercizio di consapevolezza; affina l’ascolto, ci avvicina alla musica, ci permette di dare legna alle anime già pronte a capire cosa c’è, dietro a tutto questo.

Lamentiamo l’individualismo, il disinteresse, il caos, e non ci rendiamo conto che siamo noi i fautori della nostra cella d’isolamento, se è vero come dice Masaru Emoto, che l’acqua risente delle vibrazioni esterne, così anche noi composti delle stesso elemento per il 60% non siamo esenti da questa influenza.

Semplicemente pensa,

prima di dire, di giudicare

prova a pensare,

pensa che puoi decidere tu,

resta un attimo soltanto

un attimo di più con la testa fra le mani.

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