Canzone triestina. Nel cuore di due donne.

murolo

Tutto stava cambiando, pensò, cambiava Trieste, cambiava la Storia che si era finalmente scossa dal suo criminale torpore. Lo stesso torpore di chi, come lei, aveva girato la testa dall’altra parte, di chi non aveva guardato che alle proprie piccole vicende, ignorando la catastrofe che come una lava mortifera aveva coperto le città e le anime: aveva lasciato Alina a morire da sola, Alina che aveva rischiato la vita per aiutarla.

A volte un dettaglio può aprire non solo un ricordo, ma anche un dolore. Lancinante e indimenticabile.

Chi la guerra l’ha vissuta veramente, e ne è sopravvissuto, avrà oggetti che se posti di fronte allo sguardo, urleranno alla sua anima.

Alina e Berta.

Due donne legate dalla vita. E dalla stessa, condotte su strade differenti. Una festa, e tutto ritorna vivo. Il torpore le scuote e il passato è presente e lacrime.

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Un viaggio che dura una vita, Lucy Barton

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Scrissi una lettera a mia madre. Le dicevo che le volevo bene e la ringraziavo per essermi venuta a trovare in ospedale. Dissi che non l’avrei mai dimenticato. Lei mi rispose con una cartolina del grattacielo Chrysler di notte. Non ho idea di dove avesse rimediato quella cartolina ad Amgash, Illinois, sta di fatto che me la spedì e ci scrisse: Non me lo dimenticherò neppure io. Firmato, M.

Dimensioni ridotte. Capitoli che a volte riempiono solo la parte centrale della pagina.

La Bellezza non richiede grandi parole, ne grandi descrizioni. Le emozioni che ci accomunano, noi del genere umano, hanno bisogno di poco per arrivare direttamente sotto pelle e lì rimanere.

Una donna ricoverata in ospedale. Una madre che la raggiunge dopo anni di silenzio e assenza di familiarità.

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A morir con la parola amore sulle labbra

charlotte

Una biografia che ho dovuto centellinare, il grido di Charlotte Brontë è il mio.

Quando il dolore si presenta presto nella vita, la vita piena è ciò che l’anima ricerca. Boccate di passione, di amore. Una tensione continua verso emozioni che si ripercuotono nelle carni. Desiderio di farsi trasportare in dimensioni dove il nero è meno nero.

Necessità di far scendere quelle lacrime che creano maree dentro di te. Un continuo navigare. Un continuo porto da raggiungere, seduta in una stanza che diventa il mondo.

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Pensiero madre: un fiume che trasporta

pensiero-madre

Un libro letto nel momento della mia vita, dove l’idea di famiglia, del mio nido inizia far breccia nel mio corpo.

Quella sensazione sotto pelle che rende forte ogni decisione che prendi e ogni gesto è pervaso di amore e comprensione.

Tramandare, un monito che sento forte.

Immergersi nelle pagine di altre donne che hanno ascoltato il loro fiume, che si sono lasciate trasportare, spingendo la paura sempre più giù o affrontandola a muso duro.

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